La Costa degli Dei è uno dei posti più famosi d'Italia per i suoi panorami mozzafiato, le sue spiagge indimenticabili ed il suo mare cristallino.Concentrati in pochi kilometri vi sono bellezze naturali di inestimabile valore come ad esempio Tropea, l'arcipelago delle Isole Eolie, tra le quali la più famosa Panarea, Pizzo CalabroCapo Vaticano, Briatico.

E' possibile visitare questi luoghi incantati grazie ad una serie di collegamenti marittimi che giornalmente propongono escursioni e visite guidate. Inoltre dal porto di Tropea e di Vibo Marina si possono noleggiare splendide imbarcazioni a vela ed a motore per vivere un'esperienza unica ed indimenticabile.

E' possibile organizzare escursioni subacquee con esperti maestri ed esplorare fondali sorprendenti per la varietà della fauna e la bellezza dei fondali. Ci sono cooperative di pescatori locali che offrono la loro esperienza centenaria ed  i loro battelli storici (SPADARA) per escursioni di pesca al tonno o al pesce spada con tecniche antiche ed ormai quasi dimenticate. Non da altimo la Costa degli Dei vanta una innumerevole quantità di siti per la pesca sportiva da terra. Notissime   le coste di Zambrone e Briatico per la pesca alla spigola ed al sarago.    

 

 

 Briatico

Incantevole località balneare, famosa per lo splendido lungomare, che in parte si affaccia sul Golfo di Lamezia Terme e l’arcipelago delle Eolie, Briatico è un susseguirsi di spiagge, scogliere e baie, tra cui le spiagge di “Trainiti” e di “Baia Safo’”, la scogliera chiamata “Cocca”, le spiagge di “San Giuseppe” e di “Sant’Irene”.
Le origini si fanno risalire ai Locresi, suoi fondatori al tempo del loro passaggio a Vibona. Solo in un documento del 1124 appare un Rogerius Briatis, il cui cognome si riferisce chiaramente all’insediamento di Briatico. Feudo dei Ruffo, divenne nel 17° secolo possedimento di Ettore Pignatelli, duca di Monteleone e tale rimase fino al 1806. Venne ricostruita nell’attuale sito dopo il terremoto del 1783, il quale distrusse l’antico insediamento denominato oggi Briatico Vecchia, di cui ne rimangono i ruderi del castello medioevale, avanzi di mura e di chiese. Sulla spiaggia sono ben visibili due torri (sec. XVI), del sistema difensivo antiturco: la Rocchetta e la Torre di Sant’Irene.
Briatico in passato aveva una certa notorietà quale centro agricolo e peschereccio: qui vi si
trovavano piantagioni di canna da zucchero e fino a non molto tempo fa è stata in esercizio la tonnara di Sant’Irene, nello località omonima, che presentava due gruppi di vasche, per tenervi itonni pescati e per la salatura e la conservazione.
Di recente sono stati rinvenuti reperti in terracotta, nonché utensili in selce ed ossidiana, un vaso con dentro resti umani ed un ricco corredo comprendente un pendente in cristallo di rocca, appartenuti forse ad un insediamento umano risalente all’età del rame.


Da Vedere

Biblioteca centro studi Scalabrini: conserva 1.500 opere riguardanti la storia meridionale e dell’emigrazione (P.zza Marconi, ingresso gratuito, aperto tutti i giorni, tranne i festivi).

 

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Alcuni posti da vedere nelle vicinanze

Capo Vaticano

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Tropea

Il centro storico è ricco di chiese delle varie epoche (Cattedrale Normanna, S.Francesco d'Assisi, S.Maria della Neve, dell'Annunziata ecc.) e di suggestivi palazzi nobiliari che custodiscono al loro interno ricchi tesori e preziosi arredi urbani in ottime condizioni. All'esterno di questi palazzi (antiche dimore patrizie) si possono ammirare i settecenteschi balconi (molti a picco sul mare) e gli imponenti "Portali" posti all'ingresso dei palazzi, costruiti da abili artigiani. Il tutto racchiuso in un labirinto di stradine strette che si aprono in piazzette stupende e che improvvisamente si affacciano sul mare sottostante o su verdeggianti terrazzi. Molti palazzi nobiliari sono stati costruiti a strapiombo sul mare ad una notevole altezza, con finestre e balconi che aprono direttamente su uno degli angoli più belli del Mediterraneo. Avventurandosi all'interno del centro storico si scoprono piccole botteghe di noti artigiani del legno, del ferro, dei tessuti e della terracotta.

Ma anche piccole botteghe gestite dai contadini della zona che vendono prodotti tipici locali provenienti dalle loro "masserie" come l'olio d'oliva, il vino, i dolci, le uova fresche, la frutta secca e di stagione, i cestini in vimini, salami piccanti come la famosa 'Nduja", le cipolle rosse di Tropea con tutti i suoi derivati come la marmellata e tanti altri prodotti di alta gastronomia calabrese, che consiglio di degustare nei piccoli ristoranti "romantici e suggestivi" sparsi in ogni angolo del centro storico. Tropea è anche dotata di un moderno porto turistico, attrezzato con tutti i confort e poco distante dal centro storico.

Il porto di Tropea è uno dei cinque porti d'Ercole scelto insieme con altri quattro porti del Mediterraneo, per via della leggenda summenzionata. Dal porto le imbarcazioni di esperti marinai vi porteranno a visitare Capo Vaticano, Parghelia, Ricadi, Briatico e Zambrone, tappe obbligate di un itinerario dove protagonista è il mare trasparente, incorniciato da bianchi arenili da cui si godono panorami stupendi.

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Coccorino

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 Pizzo

Cittadina tra le più belle e rinomate del Vibonese, con uno dei borghi più pittoreschi della costa, Pizzu (rupe in dialetto), è arroccato sul pendio di un suggestivo promontorio che si erge a picco sul Tirreno, proprio al centro del golfo di Sant’Eufemia. Sorta, secondo la tradizione, sulle rovine di Napitia, colonia fondata dai Focesi, (il suo nome derivava da Napeo, antico toponimo del prossimo fiume Angitola), la cittadina accolse anche Cicerone e S. Pietro, che qui fece tappa durante il suo viaggio per Roma. Distrutta nel corso del IV secolo d.C. da un attacco dei Saraceni, sarebbe stata ricostruita dai superstiti agli inizi del X secolo.


I MUSEI, CHIESE E CASTELLO
Museo del mare, raccolta di conchiglie di tutti i mari, scheletri di cetacei, pesci, crostacei, madrepore, coralli, rettili e fossili; utensili della pesca e per la costruzione delle barche. Aperto tutti i giorni dalle 9:00 alle 12:00 e dalle 16:00 alle 20:00, località Marinella, Via Prangi –Tel.0963/534903.
Chiesa di San Giorgio, eretta nella seconda metà del Cinquecento sul sito di una chiesa preesistente, custodisce diverse sculture cinquecentesche della scuola del Gagini. Il portale marmoreo sovrastato da un rilievo sul quale è raffigurato San Giorgio nel tipico aspetto di trafiggere il drago, è opera di bottega del Fontana. Nella fossa comune sotto il pavimento, fu sepolto Gioacchino Murat.
Chiesa del Carmine, si vuole eretta nella prima metà del Quattrocento sul sito di una preesistente cappella edificata da pescatori amalfitani, qui attratti per l’abbondanza di coralli.
Chiesa di San Francesco, conserva una croce astile a lamine d’argento del XV secolo e paramenti sacri del Settecento.
Santa Maria di Piedigrotta Al centro dello splendido scenario del Golfo di Sant’Eufemia, nel territorio napitino, vi è una piccola grotta che offre al visitatore uno spettacolo unico nel suo genere. La chiesetta di Piedigrotta tra mito e leggenda è il primo monumento in Calabria per continuità e numero di presenze ogni anno, e già da ben 3 anni supera di molto i famosi Bronzi di Riace. Arte, religione, antropologia e cultura, un mix perfetto che ha permesso di rendere nel tempo “A Madonneja” uno dei luoghi più belli e amati in tutto il mondo. Dalla statale 522, scendendo giù dalla scalinata in granito serrese ci si incammina per un sentiero che costeggia il meraviglioso Basso Tirreno. Lungo il breve tratto si possono ammirare le due sponde del Golfo ed una scogliera di tufo che non conosce eguali. La risacca del mare cristallino, accompagna il visitatore giù alla chiesetta, “preparandolo” allo scenario che solo questo posto sa offrire. Dalla continua e nuda roccia tufacea, si passa ad una serie di profondità, bene articolate e complesse, con vari gruppi di statue in tufo, affreschi e chiaroscuri, che creano all’interno della grotta atmosfere cangianti e mistiche.
Castello Aragonese, costruito nel 1486 è bell’esempio d’architettura altomedioevale; ha un corpo quadrangolare con torri cilindriche angolari, una delle quali merlata. Doveva essere in origine dotato di un ponte levatoio che lo teneva separato dalle abitazioni circostanti. Fu teatro della fucilazione di Murat, avvenuta il 13 Ottobre 1815.

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Isole Eolie

Le Eolie, che la leggenda vuole create da Eolo, re dei venti, si trovano in provincia di Messina e sono 7 : Lipari, Vulcano, Stromboli, Panarea, Salina, Alicudi e Filicudi. Le isole non erano altro che vulcani sottomarini emersi dalle acque circa 700.000 anni fa in questo ordine: Panarea, Filicudi, Alicudi, Salina, Lipari, Vulcano e per ultimo Stromboli che ha probabilmente circa 40.000 anni di età. Abitate fin dalla preistoria, e numerosi sono stati reperti archeologici raccolti in tutte le isole tranne che su Vulcano resa inabitabile dalla intensa attività del suo cratere, le isole Eolie hanno subìto diverse occupazioni. Dopo alcuni secoli di recessione economica e demografica (II metà del III millennio a.C.) hanno goduto di un periodo di rigogliosa fioritura con l’arrivo di nuove popolazioni, provenienti dalla Grecia continentale, come gli Eoli di cui le isole conservano il nome a distanza di quattro millenni. Agli Eoli si riferiscono le più antiche leggende di cui la civiltà greca abbia conservato memoria.
Le Eolie possiedono una ricca vegetazione ed in particolare sono rigogliose di mirto, felci, ginestre oleandri, così come di piante aromatiche come lentisco, timo e rosmarino e ancora di alberi da frutta come il fico, il mandorlo, il susino, il fico d'India ed il carrubo. Sono famose per la produzione di capperi, esportati in tutto il mondo che costituiscono l’ingrediente base della cucina eoliana che per quanto somigliante nel gusto possa essere, presenta in ciascuna isola o comune caratteristiche proprie. L’altra produzione unica che possono vantare le isole Eolie è quella della vite, rinomata soprattutto per la produzione, della Malvasia, la cui coltivazione è molto sviluppata soprattutto nell’isola di Salina. La fauna è ricca e varia; il mare, con le sfumature e le sue creature è tra i più limpidi ed i più pescosi, un vero e proprio paradiso da scoprire per tutti i subacquei.

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Reggio Calabria

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Scilla

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Gerace e Stilo

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